Settembre: tempo di ripartire
Settembre è il tempo che segna la ripartenza. Anche se, in realtà, non ci siamo mai fermati
Settembre ha sempre qualcosa che lo colloca, nelle nostre sensazioni, come una Capodanno di scorsa.
Le scuole riaprono, le attività riprendono il loro ritmo, tornano gli appuntamenti, gli orari, le abitudini. Anche chi non si è mai fermato davvero finisce per percepire questi giorni come l'inizio di un nuovo anno.
Quest'anno, a Cremona, la parola ripartire ha però un significato particolare.
Venerdì 28 agosto sono bastati pochi minuti di vento, pioggia e grandine per cambiare il volto della città. Alberi abbattuti, strade bloccate, tetti e automobili danneggiati, edifici pubblici e privati colpiti. Anche alcuni dei luoghi che siamo abituati a considerare parte immutabile del nostro paesaggio, dalla Cattedrale al Palazzo Comunale, portano i segni del nubifragio.
A distanza di giorni basta attraversare Cremona per accorgersi che quei segni sono ancora lì.
Eppure, contemporaneamente, la città ha già cominciato a rimettersi in movimento.
Ci sono persone che liberano le strade, mettono in sicurezza gli edifici, raccolgono rami e detriti, controllano ciò che è stato danneggiato. Ci sono servizi che continuano a funzionare e persone che continuano ad averne bisogno.
È forse questa la parte meno visibile di ogni ripartenza.
La quotidianità non va in vacanza
Anche per Cadash settembre segna l'inizio di una nuova stagione.
Ma c'è una differenza: i nostri servizi non hanno aspettato settembre per ripartire, perché durante l'estate non si sono fermati.
I pulmini hanno continuato a percorrere le strade. Volontari e operatori hanno continuato ad accompagnare le persone. I percorsi, gli appuntamenti e le necessità quotidiane sono rimasti lì anche mentre per molti di noi agosto significava ferie e ritmi diversi.
È quello che avevamo raccontato qualche tempo fa parlando dei nostri viaggi quotidiani.
Alcuni percorsi si ripetono da anni. Ogni mattina qualcuno li percorre perché, dall'altra parte, c'è una persona che lo aspetta.
Ed è proprio la loro ripetitività a renderli importanti.
Sapere che domani quel pulmino tornerà, che quel servizio sarà disponibile, che qualcuno si sarà organizzato perché un'altra persona possa raggiungere la propria destinazione significa trasformare un aiuto in qualcosa di diverso: un servizio su cui poter contare.
Esserci, anche domani
Forse settembre serve anche a questo.
A guardare ciò che ricomincia e, qualche volta, ad accorgersi di ciò che non si era mai fermato.
In questi giorni Cremona ce lo ricorda in maniera particolarmente evidente. Una comunità non è fatta soltanto dei suoi edifici, delle sue strade o dei suoi alberi. È fatta anche della capacità delle persone di prendersene cura e di continuare a garantire ciò che serve agli altri.
Per Cadash questa responsabilità si traduce, ogni giorno, in persone, organizzazione e mezzi.
E proprio i mezzi saranno al centro del prossimo passo che vogliamo compiere. Alcuni di loro hanno inevitabilmente subito dei danni, durante questo evento meteo estremo, ma li rimetteremo in pista al più presto, e, intanto, i nostri servizi proseguono.
Perché garantire un servizio nel tempo significa anche pensare a come mantenerlo efficiente, affidabile e capace di rispondere alle necessità di domani.
Abbiamo un nuovo viaggio davanti.
E presto vi racconteremo dove vogliamo arrivare.
